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La pausa che non ti aspetti

Lavorare in un supermercato non è esattamente il lavoro dei sogni, ma ti insegna due cose fondamentali: la pazienza e l'arte di sopravvivere ai momenti di noia. Io faccio il cassiere da cinque anni, e ho imparato a conoscere ogni tipo di cliente, dalla signora che conta i centesimi al ragazzo che paga con il telefono senza nemmeno guardarti. Le pause, per me, sono sacre. Dieci minuti al mattino, mezz'ora a pranzo, dieci minuti al pomeriggio. In quei momenti, scappo nel retro, mi siedo su una sedia scomoda e tiro fuori il telefono. È l'unico modo per ricaricarmi prima della prossima corsa.

Una di quelle pause, lo scorso autunno, è stata diversa dalle altre. Ero particolarmente stanco, una giornata no, con clienti nervosi e la cassa che continuava a fare i capricci. Alle 11, finalmente, la pausa. Corsi nel retro, mi sedetti, e aprii il telefono. Un collega, qualche giorno prima, mi aveva parlato di un sito di casinò online. "Ci gioco quando sono in pausa, passa il tempo", mi aveva detto. Il nome era vavada mobile , perché diceva che era perfetto per il telefono. Lo cercai, mi registrai, e caricai 10 euro, tanto per provare.

Cominciai a guardarmi intorno. C'erano slot di tutti i tipi, ma una con un tema western mi attirò. Cowboy, deserto, pistoleri. Iniziai a giocare, con puntate bassissime, 20 centesimi a giro. I dieci minuti volarono. Quando tornai alla cassa, avevo perso 2 euro, ma ero più rilassato. Il giorno dopo, stessa storia. Pausa, telefono, slot. Questa volta vinsi 5 euro. Piccole cose, ma sufficienti a rendere la pausa più piacevole.

In breve, vavada mobile diventò il mio compagno di pause. Non ci giocavo tutti i giorni, ma quando avevo bisogno di staccare, aprivo l'app e facevo due giri. Non cercavo la grande vincita, solo un momento di evasione. E funzionava.

Poi, un martedì di novembre, successe qualcosa di incredibile. Era una giornata grigia, piovosa, e il supermercato era mezzo vuoto. La noia si sentiva nell'aria. Alla pausa delle 11, corsi nel retro con il telefono. Aprii la solita slot western, e cominciai a giocare. Dopo qualche minuto, si attivò un bonus. 20 giri gratuiti con un moltiplicatore 5x. Guardavo, senza troppe speranze.

I primi giri diedero poco. 1 euro, 2 euro, 50 centesimi. Poi, all'ottavo giro, lo schermo esplose. I simboli si allinearono in modo perfetto, il moltiplicatore fece il resto. La vincita cominciò a salire: 50, 100, 200, 500, 800, 1200. Alla fine dei 20 giri, il conto segnava 1.850 euro. Milleottocentocinquanta. Con 10 euro di partenza. Rimasi lì, immobile, con il telefono in mano, a fissare lo schermo. Non potevo crederci. Erano le 11:10, e la mia vita era appena cambiata.

La prima cosa che pensai fu: "Devo dirlo a qualcuno". Ma ero solo, nel retro del supermercato, con i colleghi che lavoravano e i clienti che facevano la spesa. Così tacqui, e mi godetti quel momento da solo. Quando tornai alla cassa, avevo ancora il cuore che batteva forte. La signora davanti a me mi chiese se stavo bene. "Sì, sì, solo un po' stanco", risposi. Se solo avesse saputo.

Nei giorni successivi, pensai a cosa fare con quei soldi. Non erano una fortuna, ma per me, che guadagno 1.200 euro al mese, erano tantissimi. Decisi di usarli per qualcosa di speciale. Mia madre, che vive in Sicilia, non vedevo da due anni. Il biglietto aereo era sempre troppo caro, e io non riuscivo mai a mettere da abbastanza. Con quei soldi, prenotai un volo per Natale, e con quello che avanzava comprai dei regali per lei e per mia sorella.

Quando arrivai in Sicilia, mia madre quasi pianse. "Finalmente, figlio mio, finalmente". Passammo il Natale insieme, mangiando, ridendo, guardando vecchie foto. Fu il regalo più bello che potessi farle. E io, guardandola felice, ripensai a quella pausa, a quel telefono, a quella slot. A come un momento di noia al lavoro avesse reso possibile tutto questo.

Tornato al supermercato, dopo le vacanze, la routine riprese. Ma qualcosa era cambiato. Le pause, ora, avevano un sapore diverso. Non gioco più spesso, una volta a settimana al massimo, e sempre con calma. Ma ogni volta che apro vavada mobile, sorrido, pensando a quel martedì di novembre. Il gioco mi ha insegnato che a volte la fortuna bussa quando meno te lo aspetti, magari in un retro di supermercato, durante una pausa di dieci minuti. E che, se usata bene, può rendere felici non solo te, ma anche chi ami.

#22477 by james2323

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